Il Varco (Once more unto the Breach)


 

Ogni guerra, quando scoppia, promette di porre fine per sempre a tutti i conflitti. Fino alla guerra successiva.

Romano Ismani è ossessionato dai fantasmi della guerra in Etiopia, combattuta tra 1935 e 1936. È lì che era cominciata la sua ascesa: un vero soldato fascista, senza scrupoli, pronto a tutto. Figlio di madre Russa, ha dovuto lottare per fare carriera e cancellare quell’origine sospetta. Nel 1941 la Germania nazista dichiara guerra all’Unione Sovietica, seguita a ruota dall’Italia. Ismani è richiamato al fronte: parlando russo, è tra i pochi soldati italiani a poter comunicare con i prigionieri nemici e con la popolazione locale.
Il viaggio nel territorio strappato ai sovietici gli appare inizialmente pieno di speranze di vittoria. Ma inoltrandosi nelle pianure ucraine, le sue poche certezze cominciano a cadere. In viaggio verso l’ennesimo fronte non riesce a trovare l’entusiasmo di un tempo. Oltre alle immagini dei massacri in Etiopia, i suoi sogni si popolano delle fiabe russe che gli raccontava sua madre. Quelle storie, un tempo rassicuranti, sono diventate incubi.
Gli orrori della guerra e i fantasmi di una terra ostile si fanno sempre più presenti. In autunno i combattimenti s’intensificano. Il suo ruolo d’interprete e le informazioni che raccoglie direttamente dalla popolazione e dai prigionieri distruggono ogni sua residua speranza. L’inverno è alle porte ed è chiaro che la “facile” vittoria è stata un’illusione.
In un ultimo, disperato tentativo di sottrarsi al suo destino, Ismani decide di disertare. Il suo corpo si perderà come quello di altre migliaia di commilitoni nel gelo dell’inverno ucraino. Settant’anni dopo, quegli stessi luoghi sono oggi nuovamente teatro di guerra e distruzione.

Regia di Federico Ferrone e Michele Manzolini

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Una co-produzione Kiné e Istituto Luce – Cinecittà in collaborazione con Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia

Con il contributo di Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission

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ANNO 2018
DURATA 70′
FORMATO HD da 9,5mm, 16mm, 8mm, Super8
PRODUZIONE Claudio Giapponesi (Kiné)
REGIA Federico Ferrone e Michele Manzolini
FOTOGRAFIA Andrea Vaccari
MONTAGGIO Maria Fantastica Valmori
MUSICHE ORIGINALI E SOUND DESIGN Simonluca Laitempergher